Cancro seno metastatico, AIOM: “Più cure, ora puntiamo su qualità di vita”
14 ottobre 2026 – L’evoluzione dei trattamenti per il carcinoma mammario metastatico “ha consentito, negli ultimi decenni, di modificare in maniera significativa lo scenario clinico. Oggi sempre più donne sono curabili e diverse guariscono. Questo pone nuove sfide dal punto di vista assistenziale. Oggi l’obiettivo non è più soltanto la quantità di vita, ma la qualità di vita”. E’ quanto ha sostenuto Nicola Silvestris, segretario nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ieri durante un convegno nazionale in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico.
Tra gli aspetti fondamentali per migliorare la qualità di vita delle pazienti c’è il supporto nutrizionale. “La nutrizione è come un portamonete che abbiamo quando andiamo al supermercato per acquistare dei prodotti. Nel caso specifico, vogliamo acquistare vita e qualità di vita. Ma poi arriviamo alla cassa e dobbiamo pagare: nel portamonete dobbiamo avere il denaro necessario. Questo denaro è rappresentato anche dal nostro stato nutrizionale”, spiega Silvestris. “I dati della letteratura scientifica ci dicono che un buono stato nutrizionale consente di sottoporsi a più linee di terapia e di tollerare meglio i trattamenti, contribuendo così a migliorare la durata e la qualità della vita. Per questo il supporto nutrizionale è fondamentale”, aggiunge. Un altro elemento essenziale è il sostegno psicologico. Le donne con tumore al seno metastatico “hanno necessità di un supporto e di un accompagnamento per comprendere meglio ciò che stanno vivendo e il mondo che stanno attraversando. Un aiuto che, tuttavia, non sostituisce il ruolo del medico nella comunicazione con la paziente”, sottolinea l’oncologo. “Dobbiamo dare speranza e non illusione. Oggi le opzioni terapeutiche ci consentono di parlare di speranza sulla base di dati concreti. È una speranza che non deve mai perdere la persona affetta da malattia oncologica, anche quando le opzioni terapeutiche attive non sono più disponibili”, afferma Silvestris.

