Cibo industriale dà infiammazione legata a rischio cancro colon

9 dicembre 2024 – Gli alimenti ultra-lavorati (il cibo industriale come le merendine, i cereali per la prima colazione ma anche i piatti pronti, i cibi liofilizzati, comprese le zuppe di verdure ritenute salutari) potrebbero aumentare il rischio di cancro del colon-retto. Lo rivela uno studio sulla rivista Gut, secondo cui il cibo industriale induce infiammazione cronica ed è questo che porta all’aumento di rischio. Lo studio è stato condotto da esperti University of South Florida and Tampa General Hospital Cancer Institute.

La dieta occidentale di solito consiste in un consumo eccessivo di zuccheri aggiunti, grassi saturi, alimenti ultra-lavorati, sostanze chimiche e oli di semi infiammatori. In studi precedenti, l’USF Health Heart Institute ha scoperto che una dieta squilibrata non solo ha un impatto sul cancro del colon-retto, ma svolge anche un ruolo in altre malattie, tra cui l’Alzheimer, il diabete e le condizioni cardiovascolari. In questo nuovo studio gli esperti hanno utilizzato una tecnica analitica altamente sensibile per identificare tracce di lipidi in 162 campioni di tumore prelevati da pazienti del Tampa General Hospital. All’interno dei tumori, il team ha osservato un eccesso di molecole che promuovono l’infiammazione e una carenza di quelle che aiutano a risolverla e a promuovere la guarigione. Questi risultati aprono la strada a un nuovo approccio naturale che si concentra sul ripristino dell’equilibrio nella dieta del paziente per trattare il cancro colorettale in modo più efficace.

Secondo gli esperti invertendo l’infiammazione attraverso il consumo di alimenti sani e non trasformati, ricchi di acidi grassi omega-3 e di derivati dell’olio di pesce potrebbe ripristinare i meccanismi di guarigione dell’organismo aiutando la lotta al cancro. Le prime sperimentazioni condotte con derivati specializzati dell’olio di pesce si sono rivelate promettenti per affrontare l’infiammazione alla radice. Le prove sono in corso presso il TGH Cancer Institute e il team continuerà a studiare l’impatto di questo approccio sul trattamento dei pazienti e sulla prevenzione delle malattie.

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