Salute: solo 35% obesi consapevoli della propria patologia

Roma, 7 giugno 2021 – Solo il 35% delle persone obese ha la reale percezione della propria malattia. E’ quanto emerge dallo studio Action-Io. Non solo. Dal momento in cui si prende coscienza della patologia alla prima visita specialistica passano 6 anni. Un problema non di scarsa importanza se si considera che l’obesità non è una patologia da sottovalutare, ma è una malattia cronica, progressiva e recidivante. Lo chiarisce Giuseppe Fatati, presidente di Io-Net (Italian Obesity-Network). I dati dell’Istat sono allarmanti: obesità e sovrappeso riguardano 25 milioni di italiani, il 46,1% della popolazione adulta. Secondo lo studio internazionale Action-Io, che ha coinvolto anche l’Italia, il 62% delle persone con obesità cerca di perdere peso con il ‘fai da te’, solo l’8% si rivolge al medico e quando decide di farlo impiega mediamente 6 anni prima di contattarlo. “Sovrappeso e obesità necessitano di cure e attenzioni adeguate – evidenzia Fatati – per cui è fondamentale che le persone si affidino a professionisti. Per questo motivo l’Italian Obesity Network, la rete nazionale il cui obiettivo è quello di coordinare iniziative di comunicazione e aggiornamento scientifico nel settore della nutrizione e delle malattie correlate, a beneficio tanto dei medici quanto delle persone con problemi di sovrappeso e obesità, ha messo a disposizione de ‘La verità sul peso'”, nuovo spazio virtuale promosso da Novo Nordisk, “il proprio sistema di geolocalizzazione che permette di trovare informazioni attendibili sull’obesità, oltre a visualizzare i contatti dei centri specialistici più vicini, a cui le persone possano rivolgersi per intraprendere un vero percorso di trattamento”. “Purtroppo, in dietetica – sottolinea Fatati – si cerca sempre il miracolo. Con questa campagna, invece, vogliamo riportare tutti, pazienti e medici, a considerare l’obesità come una vera e propria malattia che va curata. Il paziente deve capire che deve prendersi cura di se stesso, ma la presa in carico della persona obesa deve avvenire anche da parte del medico e di tutto il Ssn. L’obesità deve essere riconosciuta come malattia cronica, per la quale la terapia farmacologica e l’esercizio fisico devono diventare prestazioni esigibili dal Servizio sanitario nazionale”.

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