Tabagismo: in Italia un percorso di cura su 3 è a pagamento
12 ottobre 2026 – In Italia il tabagismo interessa oltre 11 milioni di persone, provoca 90mila morti ogni anno e genera costi sanitari e sociali superiori a 26 miliardi di euro. Tuttavia l’accesso ai trattamenti per smettere di fumare continua ad avere forti differenze territoriali, organizzative ed economiche. Lo sostiene una survey nazionale “Percorsi di cura per i Tabagisti in Italia”, realizzata da FeDerSerD in collaborazione con CeRCo, che fotografa l’attività dei Centri Antifumo e il ruolo dei Servizi per le Dipendenze (SerD).
“In Italia notevoli progressi si sono registrati negli anni, dopo l’approvazione della legge n. 3 del 16/1/2003, cosiddetta Legge Sirchia, ma nel 2024 ancora il 20% degli adulti continua a fare uso di tabacco, con tassi crescenti tra i giovani adulti e una preoccupante diffusione del “policonsumo” , che interessa le sigarette tradizionali, il tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche – si legge nella prefazione del report -. Ad oggi molti fumatori adottano tecniche fai da te per limitare o smettere di fumare, con risultati molto bassi che non vanno oltre il 3-5% il tasso di successo se non vi è un supporto professionale, e decidono spesso tardi di rivolgersi ai Servizi”.
Nel 2024 risultano in cura presso i centri antifumo 12.078 persone: 52% uomini e 48% donne. Il 52% ha almeno 55 anni mentre il 10% appartiene alla fascia 15-34 anni. Nell’83% dei Centri è previsto l’accesso su appuntamento e nel 31% anche quello diretto. Il 61% dichiara percorsi gratuiti, mentre il 28% segnala modalità a pagamento e il 14% altre formule, compresi ticket e contributi parziali. Le risposte, che potevano essere multiple, evidenziano una forte disomogeneità delle regole applicate.


