Tumore del polmone: 9 casi su 10 sono causati dal fumo di sigaretta
23 marzo 2026 – Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio per l’insorgenza del tumore polmonare. E’ responsabile dell’85-90% di tutti i casi osservati nel nostro Paese. Il rischio relativo di sviluppare la neoplasia è in strettamente legato ad alcuni fattori:
• numero di sigarette fumate al giorno, la durata (in anni) dell’abitudine al fumo e il contenuto di catrame delle sigarette
• il rischio relativo dei fumatori rispetto ai non fumatori è pari a 14, mentre quello dei forti fumatori (oltre le 20 sigarette al giorno) è pari a 20
• per chi smette di fumare, il rischio si riduce progressivamente nel corso dei 10-15 anni successivi, con un vantaggio significativo in termini di anni di vita guadagnati per chi smette di fumare prima dei 40 anni
• i fumatori passivi presentano un aumento del rischio di sviluppare un tumore polmonare compreso tra il 20% ed il 50%, rispetto ai non fumatori
“Il carcinoma polmonare fa registrare ogni anno in Italia oltre 44.800 nuove diagnosi – afferma Massimo Di Maio, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Solo nel 2022 i decessi sono stati più di 35mila mentre la sopravvivenza netta a 5 anni si attesta al 16% negli uomini e al 23% fra le donne. L’alta incidenza di questo tumore e le statistiche legate alla mortalità evidenziano l’estrema importanza della prevenzione primaria e in particolare la lotta al fumo. Non è mai troppo tardi per smettere per sempre con le sigarette e i vantaggi per la salute sono notevoli”.


