Marche: un tavolo regionale per combattere la fake news

La Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona ha promosso la costituzione, circa 4 anni fa, di un tavolo regionale di esperti di sanità e di comunicazione, per favorire la buona comunicazione in ambito sanitario ed in particolare in oncologia e per contrastare le fake news. Quando si comunicano le attività sanitarie, il rischio di produrre informazioni inesatte quando non distorte, addirittura false e quindi gravemente dannose per il cittadino che recepisce messaggi illusori e fuorvianti, è sempre stato molto elevato. E lo è oggi più che mai in corso di pandemia, di fronte all’aumentare iperbolico di strumenti che, in troppi casi, diffondono e soprattutto potenziano notizie che non hanno ragione di circolare: nel web, sui social, ma anche nei media più tradizionali.

Il tavolo è attualmente costituito da: Rossana Berardi (Direttore Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti di Ancona), Andrea Brusa (responsabile Il Resto del Carlino Ancona), Michele Caporossi (Direttore Generale Ospedali Riuniti Ancona), Franco Elisei (Presidente Ordine Giornalisti Marche), Gian Luca Gregori (Rettore Università Politecnica delle Marche), Nicoletta Grifoni (caporedattore RAI TgR Marche), Giancarlo Laurenzi (Direttore Corriere Adriatico), Massimiliano Marinelli (medico di medicina generale, bioeticista e docente di Medicina Narrativa Facoltà di Medicina Università Politecnica delle Marche), Graziella Mazzoli (Direttore Istituto per la Formazione al Giornalismo Urbino) e Filippo Saltamartini (Assessore Sanità Regione Marche).

Le regole della “buona comunicazione”

Il primo progetto promosso dal board è stato una consensus conference che ha prodotto le raccomandazioni per la buona comunicazione in ambito medico, presentate al Congresso Annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) a giugno 2020. Le raccomandazioni sono raccolte nella prima Dichiarazione mai realizzata in Europa e dedicata alla corretta comunicazione in campo oncologico. Il lavoro è frutto di una consensus conference tra professionisti dell’informazione e operatori sanitari, che vede la Regione Marche come prima promotrice. La Dichiarazione è il risultato di un lungo periodo di studio del tavolo tecnico al fine di opporsi al dilagante fenomeno delle fake news.

Nel dettaglio, nella Dichiarazione sono state individuate cinque aree specifiche con le relative raccomandazioni: esaminare la terminologia utilizzata per non danneggiare o ingannare gli utenti, evitando facili sensazionalismi e dare più spazio a tematiche del fine vita, cure palliative e assistenza domiciliare (area assistenza e comunicazione); fornire indicazioni complete sui farmaci, mantenere cautela nelle indicazioni off-label dei farmaci o in merito a farmaci ancora in fase sperimentale (farmaci e comunicazione); valutare la rilevanza clinica e l’uso dei risultati degli studi e l’accuratezza dei protocolli di ricerca (ricerca e comunicazione); rafforzare il concetto per cui le informazioni sulla salute non possono sostituire la figura del medico e riportare sempre, nei rapporti sulla salute, il contesto di riferimento (esiti delle cure e comunicazione); limitare da parte della comunità scientifica l’adozione di terminologie complesse e ridurre il ricorso al gergo medico per una migliore comprensione della notizia da parte del cittadino (tecnologia e comunicazione). Altre 10 raccomandazioni riguardano tematiche trasversali, cioè comuni alle 5 aree specifiche, e spaziano dell’uso della terminologia al ricorso a fonti affidabili fino alla trasparenza nella comunicazione. Il lavoro in extenso è in pubblicazione sulla rivista JCO Global Oncology.

Un osservatorio anti-fake news

Un altro progetto promosso dal tavolo regionale è l’Istituzione di un Osservatorio contro le fake news in medicina, che possa consentire di individuare le strategie per superare le barriere tra il mondo della comunicazione e quello della ricerca e della assistenza sanitaria, proporre criteri per una buona diffusione di informazioni di carattere medico e fornire una green list di fonti e siti attendibili per i cittadini, specie in questo periodo di pandemia in cui c’è tanta incertezza ed è necessario promuovere una cultura della salute.

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