Tumore seno, più mastectomie ma nuove tecniche meno invasive

18, giugno 2025 – Attualmente la mastectomia rappresenta circa il 30-40% degli interventi che vengono eseguiti nei centri certificati di senologia. Ma grazie all’innovazione e alla ricerca, diventano disponibili nuove tecniche altrettanto efficaci ma meno invasive. Questa una delle questioni trattate nel IX Congresso Anisc (Associazione nazionale italiana senologi chirurghi), che si conclude oggi a San Giuliano Terme (Pisa), dopo tre giorni di incontri tra specialisti del settore.

“L’incidenza della mastectomia è in leggero aumento per le migliori performance diagnostiche radiologiche, la maggior consapevolezza dei rischi legati alla predisposizione genetica ed è resa meno mutilante grazie alle tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva – afferma Secondo Folli, presidente di dell’Anisc -. Tuttavia , la richiesta di mastectomia da parte delle pazienti è aumentata nell’erronea convinzione che l’asportazione della mammella malata e anche di quella sana possa aumentare le chance di guarigione”.

“Rispetto al passato, in cui il trattamento del tumore della mammella era in prima istanza chirurgico, oggi nel 30% dei casi il primo approccio risiede nella chemioterapia – immunoterapia neoadiuvante – spiega Manuela Roncella, Presidente del Congresso, Coordinatore delle Breast Unit Regione Toscana e direttore della UOC di Senologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana Ospedale S. Chiara di Pisa -, la cui efficacia consente al chirurgo di eseguire interventi meno invasivi. Inoltre oggi, per casi selezionati, la chirurgia senologica moderna offre alternative efficaci e sicure, in grado di preservare il seno e di impattare in modo minore sulla qualità di vita, con tempi di ripresa molto più rapidi”.

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