Le regole nel rapporto con i media

Quando ci si rivolge ai media laici (non di stretto ambito medico-sanitario) è importante applicare alcuni accorgimenti che permettono di salvaguardare il significato e la scientificità del messaggio ed essere allo stesso tempo efficaci. Il principale rischio, in occasione di dichiarazioni o interviste (sia che si tratti del commento ad un lavoro pubblicato che di una dichiarazione “a caldo” su un fatto di cronaca), è dimostrarsi poco incisivi, troppo tecnici, fornendo una comunicazione che risulta vaga.

Identificare il messaggio-chiave

È indispensabile definire il concetto fondamentale che si vuole sottolineare e affrontarlo subito. Spesso, infatti, il tempo è molto limitato (intervento alla radio o in TV): bisogna quindi essere concisi e arrivare dritti al punto.

Fornire subito le informazioni essenziali

Questa regola può risultare di difficile applicazione per lo specialista abituato a scrivere articoli per riviste scientifiche in cui premesse, metodologia, ecc. precedono i risultati raggiunti e le conclusioni. Quando ci si rivolge ai media “laici” si deve invece procedere in maniera esattamente opposta: prima identificare la notizia chiave (le conclusioni a cui si è giunti), in seguito, se c’è spazio e tempo, le informazioni necessarie per contestualizzare la notizia.

Rispettare lo spazio e il tempo a disposizione

Definire prima con il giornalista lo spazio (in caso di un articolo) o il tempo (se si tratta di intervista per radio o TV) a disposizione è fondamentale per evitare che si debba poi “tagliare”, sacrificando concetti magari importanti. Un buon allenamento è abituarsi a sintetizzare, seguendo lo schema già indicato: prima la notizia centrale, poi i dettagli.

Capire chi sono gli interlocutori e porsi al loro livello

Se si sta parlando ad un pubblico eterogeneo, è necessario adattare il linguaggio. Si devono quindi utilizzare termini comprensibili anche ai “non tecnici” oppure, se questo risulta impossibile – pena sacrificare la correttezza dell’affermazione –, i concetti più complessi devono venire spiegati, magari attraverso l’utilizzo di metafore o analogie.

Evitare l’eccessiva banalizzazione

Uno dei rischi della comunicazione al pubblico è semplificare eccessivamente per paura di non essere compresi, con il rischio di banalizzare o sminuire la portata dei risultati raggiunti. Adattare il linguaggio all’interlocutore non significa impoverirlo né sacrificare la scientificità.

Citare dati e fonti

È sempre opportuno citare i dati (numeri, percentuali, dati di raffronto, ecc.) e le fonti: si tratta di un elemento di serietà e di competenza, che aumenta l’affidabilità e l’autorevolezza. È importante anche contestualizzare questi elementi.

Personalizzare il messaggio

Per rendere più incisivo il messaggio è utile inserire elementi personali legati alla propria esperienza clinica o all’aspetto umano che si cela dietro la ricerca. Questo consentirà di colpire di più il pubblico e lo porterà ad immedesimarsi/appassionarsi facilmente alla notizia comunicata.

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